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Mps, morte di David Rossi: la procura pubblica l’ordinanza di archiviazione. Ma la moglie insiste: «Si torni a indagare»

David Rossi
David Rossi

SIENA – Dopo le polemiche e il servizio delle Iene, la Procura della Repubblica di Siena, ha deciso di pubblicare integralmente sul proprio sito l’ordinanza di archiviazione del gip Roberta Malvasi depositata in data 4 luglio 2017. La scelta arriva per soddisfare le esigenze di una completa informazione dopo la richiesta, «da più parti, di fornire chiarimenti in merito alle asserite criticità ed anomalie dell’indagine relativa alla morte di David Rossi».

«Conoscevo David, la sua moralità, la sua voglia di vivere, il suo amore per la famiglia. E questo mi dà la forza di dire: andiamo avanti senza tralasciare alcuna pista, anche quella del più odioso pettegolezzo. Io ho la certezza che mio marito sia stato ucciso, che qualcuno l’ha gettato dalla finestra del suo ufficio. Spero si torni a indagare». Lo dice al Corriere della Sera Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi, ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi.

La signora Antonella aggiunge: «Si torni a indagare, ripete, io chiedo solo verità e non mi fermerò sino a quando non l’avrò trovata». Dei festini di Siena, aggiunge, non ha idea: «Mi hanno detto che questa storia circolava da tempo in città e sarebbe stata collegata in qualche modo alla morte di mio marito. Io non sapevo niente, anche perché non mi interessano i pettegolezzi e mi faccio gli affari miei. Sono altre le mie convinzioni. Che David sia stato assassinato e che le indagini sono state fatte male. Non lo dico solo io ma anche l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, perito incaricato dalla Procura, la stessa che ha lavorato sul caso di Yara Gambirasio. La dottoressa, tanto per farle un esempio, ha scritto che sul corpo di mio marito c’erano segni non compatibili con una caduta ma riconducibili a una colluttazione. Eppure di questo, nell’inchiesta, non si fa parola. Ed è solo un elemento, ce ne sono tanti altri ignorati. Io sono convinta che bisognerebbe aprire ancora una volta il caso e indagare come si deve».

«Ricordando quegli ultimi giorni oggi ho la sensazione che David fosse minacciato – dice ancora Antonella Tognazzi – Era un uomo che aveva paura di essere ucciso. Anche una situazione di stress come quella non poteva giustificare la sua agitazione. Non lo avevo mai visto così, a fargli così tanta paura non poteva essere solo preoccupazione lavorativa e un’inchiesta nella quale oltretutto lui non era neppure indagato».

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