Guardia di Finanza: imprenditore cinese arrestato. L’accusa: sfruttava lavoro in nero
FIRENZE – Un imprenditore cinese è finito in carcere con l’accusa di sfruttamento del lavoro. L’operazione rientra nel vasto intervento che, dalle prime ore dell’alba di oggi, 5 giugno, oltre sessanta finanzieri del comando provinciale di Pisa stanno effettuando con la perquisizione di 17 aziende conciarie delle province di Firenze, Lucca, Pisa e Prato. Eseguita anche l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore cinese.
Complessivamente, sono stati scoperti oltre 29 lavoratori impiegati al nero. Le indagini sono state avviate la scorsa estate dopo una serie di controlli mirati presso un’azienda di Bientina (Pisa) che produce articoli di pelletteria per importanti case di moda, intestata a una donna cinese di 59 anni ma di fatto gestita dal figlio, poi arrestato, che impiegava dipendenti cinesi e pakistani. Alcuni lavoratori hanno rivelato agli inquirenti «di lavorare, da oltre un anno, 12 ore al giorno percependo circa 2 euro l’ora a fronte di un contratto che prevedeva, invece, 4 ore giornaliere con una retribuzione di 7,5 euro l’ora».