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Pensioni: sindacati contro quota 102. Governo: battaglia su superbonus e reddito di cittadinanza

ROMA – Nonostante il pragmatismo di Draghi, si apre ufficialmente la battaglia sulla manovra. Al centro del tavolo superbonus, pensioni, reddito di cittadinanza e taglio delle tasse. Ma lo scoglio piùspinoso, al momento, sembra quello delle pensioni. Il tema è superare quota 100, il meccanismo di pensionamento anticipato che anche l’Ocse torna a bocciare perché non sostenibile, facendo sì che il passaggio al regime ordinario sia graduale ed equilibrato. La proposta sul tavolo è quota 102 nel 2022 e quota 104 nel 2023. Ma non si esclude anche un sistema articolato su più anni. La Lega, che ha messo a verbale il suo dissenso in Cdm, punta a ottenere il meccanismo più ampio possibile, tutelando alcune categorie come i lavoratori precoci e le pmi. Il Pd con il ministro Andrea Orlando chiede di tutelare gli usuranti e le donne (ad ora è saltata anche Opzione donna, mentre sembra confermata l’Ape social). Dal governo non chiudono a meccanismi diversi da quello individuato, a una condizione: che siano sostenibili.

Sono stanziati in deficit per il prossimo anno 600 milioni, ma i sindacati chiedono di più: una riforma organica. «Quota 102 è un po’ una presa in giro: noi abbiamo proposto una riforma vera del sistema e questa non lo è», dichiara Maurizio Landini della Cgil. Per la Cisl il meccanismo individuato è inaccettabile”, per la Uil è una beffa. Nell’attesa di aprire il tavolo sul taglio delle tasse, per capire come tagliare il cuneo fiscale, se incidere sull’Irpef o sui contributi, se toccare l’Irap (il governo avrebbe forti dubbi), i partiti si concentrano sui bonus edilizi. Il ministro Pd Dario Franceschini si batte contro l’eliminazione dell’incentivo al 90% per rifare le facciate. Il M5s batte sulle barricate per il “suo” Superbonus al 110%. La misura – sia pur non citata nel Dpb – è destinata ad essere confermata fino al 2023, ma solo per i condomini.

.L’invio all’Ue – e per conoscenza al Parlamento – del Documento programmatico di bilancio (Dpb), rivela alla maggioranza e alle parti sociali i contorni di una legge di bilancio da almeno 23 miliardi (ce ne sono 23,4 in deficit): tra le poste più cospicue, oltre agli 8 miliardi per il fisco, ci sono i 4,1 miliardi che vanno alla sanità, di cui 2 per l’acquisto di vaccini e medicine per il Covid e 2 miliardi contro il caro bollette. Lo spazio di manovra è enorme, ma lo sono anche gli appetiti.

Perciò Mario Draghi, in Parlamento per un’informativa sul Consiglio Ue, viene sommerso di richieste di ampliare il Superbonus al 110%. Più fondi per tagliare le tasse, a discapito del Reddito, chiede Matteo Salvini a nome del centrodestra. Non si svilisca il Reddito, avverte il resuscitato Beppe Grillo (finora dov’era?). Ma le trattative forse più difficili, anche con le parti sociali, sono quelle, come detto, che si annunciano sul meccanismo che sostituirà quota 100 per le pensioni e sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Dovrebbe essere convocato per la prossima settimana il Consiglio dei ministri sulla legge di bilancio, che sarà probabilmente preceduto da nuove riunioni con i capidelegazione di maggioranza e con i sindacati. A Draghi servirà un’altra trovata da genio. O da mago.

 


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

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