
San Vincenzo, assalto a portavalori: riunione alla prefettura di Livorno per attivare task force

LIVORNO – Si è tenuta oggi, 2 aprile 2025, una riunione straordinaria convocata dal prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi a seguito della rapina al portavalori avvenuta venerdì scorso a San Vincenzo. E’ stata attivata una task force interforze, sotto il coordinamento del questore Giusi Stellino, con l’obiettivo di rafforzare in modo strutturato e continuativo la collaborazione tra le forze dell’ordine e le società che operano nel settore del trasporto valori.
All’incontro hanno partecipato tutte le forze di polizia, per un primo esame dell’accaduto e per definire un piano di prevenzione forte, tempestivo e strutturato. Da oggi ogni spostamento di denaro e di valori, di ogni tipo, dovrà essere comunicato preventivamente alle forze di polizia, con informazioni dettagliate sul tragitto, sugli orari e sulle modalità di trasporto. Tra le tecnologie che saranno prese in considerazione, vi è anche l’utilizzo dei droni per la sorveglianza e la prevenzione.
“Quanto avvenuto a San Vincenzo – ha detto il prefetto – è un fatto gravissimo, che impone una risposta immediata e decisa dello Stato. Non arretreremo di un passo. I cittadini devono sapere che il territorio è sotto controllo e che non sarà lasciato spazio a chi semina insicurezza”. Non si tratta di misure temporanee, ma dell’avvio di un percorso strutturale, con l’obiettivo di rendere la provincia di Livorno sempre più sicura, con una sinergia reale tra pubblico e privato.
“La sicurezza – ha concluso Dionisi – non può essere lasciata all’improvvisazione. Abbiamo bisogno di regole chiare, operative e vincolanti. Per questo stiamo lavorando a un accordo quadro, condiviso con le ditte di trasporto valori, che codifichi precise procedure, soprattutto di comunicazione, da osservare, anche con l’impiego delle tecnologie più avanzate. Lavoreremo fianco a fianco anche con gli Enti gestori della rete viaria provinciale”.
LA TERZA AUTO USATA PER IL COLPO – È stata ritrovata ieri sera, 1 aprile 2025, dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Livorno anche la terza auto utilizzata dai banditi per la fuga dopo l’assalto. Si tratta della Volkswagen Tiguan che era stata rubata a un medico di Orbetello (Grosseto) che si trovava fermo in fila nei momenti precedenti al colpo a mano armata.
I rapinatori hanno puntato un kalashnikov contro il finestrino della sua auto intimandogli di scendere. L’auto è stata trovata nascosta nella boscaglia nella zona tra Monterotondo a Castelnuovo Val di Cecina, una zona impervia al confine fra le province di Grosseto, Livorno e Pisa.
